CAPITANATA
La Capitanata è un distretto storico-culturale della Puglia e ha costituito una unità amministrativa, dapprima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli e, quindi, del Regno delle Due Sicilie.
Il toponimo
Il toponimo, in origine Catapanata, deriva da catapano, termine con il quale si indicava il funzionario che amministrava questo territorio durante l'Impero bizantino; col tempo, per la metatesi delle due sillabe centrali del termine "katepanos", si ebbe "kapitanos", poi latinizzato in "capitanus", per la qual cosa, il comparto territoriale che ricadeva sotto l'amministrazione di questo funzionario bizantino prese il nome di Capitanata, ovvero "Terra del Catapano".
Il nome Capitanata è ampiamente usato come sinonimo di Provincia di Foggia, di cui è denominazione istituzionale alternativa[1].
Il territorio
Estesa per oltre 7.000 km², corrisponde approssimativamente all'antica Daunia e all'odierna provincia di Foggia. Comprende la parte settentrionale della regione pugliese, con il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e i Monti della Daunia. Detta anche Puglia piana, insieme con la Terra di Bari e la Terra d'Otranto, compone il territorio dell'attuale regione Puglia.
I confini erano, a nord, con il Contado di Molise che dipendeva amministrativamente dal giustizierato di Capitanata, a ovest, con il Principato Ultra e, a sud, con la Terra di Bari. La Capitanata comprendeva anche una parte del territorio dell'attuale regione Molise, in particolare: la valle del Fortore e il litorale molisano compresa la città di Termoli.
Nella Valmaggiore, tra le alture boscose dei Monti Dauni, è presente fin dal tardo medioevo l'unica minoranza francoprovenzale in Puglia, localizzata nei piccoli comuni di Faeto e Celle di San Vito.
Lo stemma
Il suo stemma rappresenta san Michele, patrono della provincia, venerato nella basilica di Monte Sant'Angelo sul Gargano; storicamente, la basilica più nota del territorio, prima del più recente santuario di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo.
Istituzione
Nel 1233, durante il Regno di Sicilia, fu costituita in giustizierato da Federico II di Svevia. Il capoluogo, in età aragonese, fu stabilito in Lucera. Nel XV secolo esso fu fissato in San Severo, permanendovi fino al 1579.[2] Tornò dunque a Lucera fino al 1806, quando, in seguito alla riforma amministrativa del Regno, esso fu spostato nella città di Foggia.
La riforma napoleonica
Nel 1806, con la legge 132 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto, da Giuseppe Bonaparte, la ripartizione territoriale del Regno di Napoli venne riformata sulla base del modello francese e fu soppresso il sistema feudale. Negli anni successivi (tra il 1806 e il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle nuove province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui ciascuna provincia veniva suddivisa. Dal 1º gennaio 1817 l'organizzazione amministrativa venne definitivamente regolamentata con la Legge riguardante la circoscrizione amministrativa delle Provincie dei Reali Domini di qua del Faro del 1º maggio 1816.
La sede degli organi amministrativi era ubicata a Foggia nel palazzo Dogana, attuale sede della provincia.[3]
La suddivisione amministrativa
La provincia era suddivisa in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo alla provincia individuiamo i distretti che, a loro volta, erano suddivisi in circondari. I circondari erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ai quali potevano far capo i villaggi[4], centri a carattere prevalentemente rurale.
Nel 1806, la Capitanata fu suddivisa in tre distretti, detti anche sottintendenze:
Nel 1811, in seguito alla riorganizzazione amministrativa e territoriale della provincia, il distretto di Manfredonia fu soppresso e il suo territorio fu accorpato, per una parte, al nuovo distretto di San Severo e, per la restante parte, al distretto di Foggia; mentre il distretto di Larino, dopo aver perso l'area orientale del suo territorio, anch'essa trasferita al neonato distretto di San Severo, fu staccato dalla provincia di Capitanata e aggregato alla provincia di Molise, acquisendo comuni e casali dal distretto di Campobasso, distretto di Isernia e distretto di Vasto.
La Capitanata, pertanto, risultò così suddivisa:
Note
- ^ Lo statuto della provincia di Foggia, all'articolo 2, punto 2, recita: «Negli atti ufficiosi, anche a rilevanza pubblica ed esterna, [essa] può assumere la denominazione di Provincia di Capitanata nel rispetto della propria identità storica territoriale». Statuto della Provincia di Foggia, Provincia di Foggia. URL consultato il 16 agosto 2008.
- ^ Francesco de Ambrosio, Memorie storiche della Città di Sansevero in Capitanata, Napoli, de Angelis, 1875, pp. 70-71; Antonio Casiglio, Due testimonianze sulla Regia Udienza in San Severo, in «Notiziario del Centro di Studi Sanseveresi», novembre 1979.
- ^ Palazzo Dogana, reciproca.it. URL consultato il 15 agosto 2010.
- ^ Nel Regno delle Due Sicilie, i centri abitati privi di autorità municipale erano chiamati "villaggi", tranne in Calabria Citeriore dove erano detti "rioni", in Abruzzo "ville", in Salerno e Napoli "casali". Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, p. 29. ISBN non esistente
Fonte: Wikipedia.